La logica degli eventi

Ed ecco che si insinua in te l’idea che tu possa essere innamorato di lei. Intendiamoci, non ne sei innamorato in realtà, ma la frittata ormai è fatta. Una volta formato per la prima volta questo pensiero, non c’è più scampo, cresce tutto in maniera esponenziale. Perché, ovviamente, appena ti è balzata in testa quest’idea, hai immaginato che fosse giusto, bello, romantico dirglielo. Ma dato che sai che non è la verità, o almeno non lo è ancora o comunque non lo è del tutto, taci e, anzi, per autoconfermarti (forse autoconvincerti) che non sei innamorato (e che quindi non sei fregato) fai di tutto per non sembrarlo, raffreddando la situazione. Il rapporto quindi cala, mentre l’idea che stai cercando di dimenticare e nascondere diventa sempre più pressante. Così, l’autoconvinzione va a farsi benedire e tutti i tuoi sforzi non fanno altro che ingrandire quell’idea, che, arrivata al suo punto critico, che di solito coincide con un giorno di particolare riflessione sulla propria condizione, esce dal suo sempre più stretto nascondiglio e scoppia, riempiendoti di un’impellente necessità di dirle tutto e del coraggio necessario per farlo, spesso condito da una sufficiente dose di fiducia. Ebbene, è facile prevedere il risultato di tutti questi eventi: lei, sconcertata dal precedente raffreddamento e abituatasi al calo del rapporto, rimarrà sorpresa da questa rivelazione e non si sentirà in grado di rispondere ad una tale chiamata d’amore. Ciò causerà l’inevitabile crollo di tutto ciò che ancora resisteva e dei castelli aerei che ti eri creato. Così ti ritroverai solo, autoilluso di essere follemente innamorato di lei, senza alcuna prospettiva di futuro sentimentale condiviso e con il rimbombante dubbio che se non parlavi, forse, qualche speranza l’avevi.

È tutto lineare.

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Chi, se non io? e quando, se non ora?

Il XX secolo è stato come un giro sulle montagne russe. In ogni settore i progressi tecnologici hanno superato di gran lunga le aspettative del XIX secolo. Viviamo in una fantasia di Jules Verne, e molto di più sembra attenderci nei prossimi trent’anni. Anche la democratizzazione del mondo ha proceduto di buon passo, ben oltre l’immaginazione dei più audaci sostenitori ottocenteschi. E dunque eccoci qui, con un sole splendente a mezzanotte.
Eppure, come noi tutti sappiamo, nel XXI secolo, siamo assaliti da timori e confusione, presi in una mischia furibonda che coinvolge tutti. Siamo scoraggiati dagli errori del XX secolo. E lo siamo ancor più dai fallimenti: il fallimento degli Stati Uniti nel realizzare l’utopia liberale mondiale promessa dai suoi ideologi; il fallimento dei movimenti antisistemici nel creare la nuova società, les lendemains qui chantent , che, almeno fino a molto di recente, avevano promesso, E’ come se la crescita straordinaria e sempre più rapida del sistema capitalistico fosse sfuggita di mano, e avesse generato tumori che diffondono metastasi dappertutto.
Siamo faccia a faccia con l’incertezza. Fa bene Prigogine a ricordarci che l’incertezza è la realtà fondamentale dell’universo, e non solo della nostra attuale condizione storica. Ma la cosa non ci è gradita, ed è inoltre assai difficile da gestire – sia psicologicamente che politicamente. E tuttavia dobbiamo farlo. Ci troviamo nella fase conclusiva di un sistema storico, un’"epoca di transizione". Dobbiamo riconoscere i nostri doveri intellettuali, morali, e dunque politici, in un epoca di transizione. Il primo è far chiarezza su dove ci troviamo. Già agli inizi del XX secolo Rosa Luxemburg affermò che " la cosa più rivoluzionaria consiste sempre nell’affermare a gran voce ciò che sta accadendo".
Ma una volta fatto questo, dobbiamo confrontarci con i nostri amici, con i nostri alleati, con tutti coloro che sembrano desiderare un mondo più democratico ed egualitario, sulle nuove strutture che, almeno a grandi linee, desidereremmo, e sulle strategie che potremmo utilizzare nella lotta assai intensa, ma inevitabilmente confusa, che caratterizza una fondamentale transizione storica. E dobbiamo confrontarci senza gerarchie, con grande apertura mentale e con una buona dose di umiltà, ma allo stesso tempo con le idee chiare sui criteri minimi di inclusione e insistendo su una visione storica di lungo termine.
Tutto questo non sarà facile. Naturalmente, questo confronto è già in corso. Ma non quanto basta. Dobbiamo aggiungerci le nostre voci, sia in ambito accademico sia in contesti più pubblici. Dobbiamo prendere le cose sul serio. Dobbiamo impegnarci. Dobbiamo mantenere la calma. E avere immaginazione. Non sarà facile. Ma come Hillel si chiedeva già duemila anni fa, "chi, se non io? e quando, se non ora?"


Immanuel Wallerstein
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Una goccia, una vita

 
Siamo gocce. La vita è una goccia. La vita scorre come una goccia di pioggia sul vetro di una finestra.
Chi lo sa?
Il suo percorso ci è ignoto, nonostante la chiarezza di tutto ciò che le è attorno. Essa stessa riluce di quella trasparenza, tanto che noi crediamo di conoscere noi stessi. Ma guardando attentamente in quelle sue forme convesse, guardando in noi, scopriamo un angolo di mondo ben diverso.
La goccia intanto scorre, lascia un rivolo dietro di sè, segno che ciò che è stato è esistito davvero e non è solo memoria. Continua a scendere, prosciugandosi. Diventa a mano a mano più esigua.
Si fermerà, prima o poi, troppo debole per proseguire il proprio cammino, in attesa di evaporare: sarà questo il suo destino… se non fosse che, quell’altra goccia, anch’essa ormai stremata, sembra puntare, per un motivo o per un altro, dritta su di lei. Ecco, sì. E ciò che accade lo sapete: le due goccie si incontrano, diventano una, e quell’unica nuova prosegue con rinnovato spirito la sua discesa.
Chi lo sa? Chissà quale sarà il suo nuovo cammino. Chissà per quanto ancora avrà la forza di continuare. Chissà quante altre gocce confluiranno in lei oppure lei stessa ne alimenterà a sua volta.
Chi lo sa? ma dite: non è così simile alla nostra vita quella goccia?
 
P.
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Riferimenti medievali di un caso presente

"…Il signore ha un talento particolare,…Il signore esercita l’arte di decidere senza avere un titolo o travalicando il titolo con eccesso di potere, conflitto di interessi, prevalenza di interessi privati sul bene pubblico. Il signore nasconde o vela i conflitti dei propri interessi e, se scoperto, dileggia coloro che lo criticano per questa ragione, o si presenta al pubblico come dolente vittima di ingiusti maneggi e di false accuse; ha la capacità di intimidire con il consiglio occulto, con ambigue minacce o con blandizie amichevoli chi ha un legittimo potere; governa a volte restando nell’ombra. Il signore sa fare buona propaganda delle proprie azioni, e i cronisti di corte lo aiutano bene, tanto quanto i suoi più fidati e sempre difesi consiglieri, sicchè mai alcun giudice potrà adire di porre sotto processo cronisti e consiglieri."
Bartolo da Sassoferrato, in riferimento alla figura del governatore delle signorie medievali.
 
 
Bartolo da Sassoferrato (Sassoferrato, 1314Perugia, 13 luglio 1357), discepolo di Raniero Arsendi da Forlì e di Cino da Pistoia, fu uno dei più insigni giuristi dell’Europa continentale del XIV secolo ed il maggiore esponente di quella scuola giuridica che fu definita dei commentatori (o postglossatori). La venerazione delle successive generazioni di studenti del diritto è dimostrata dall’adagio: nemo íurista nisi bartolista, non può essere un buon giurista chi non sia un bartolista (cioè un seguace di Bartolo).
 
 
La descrizione non vi suona affatto nuova? stiamo pensando alla stessa persona?*

 

(*Berlusconi)

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Can you feel it?

In the beginning, there was Jack, and Jack had a groove.
And from this groove came the groove of all grooves.
And while one day viciously throwing down on his box, Jack boldy declared,

"Let there be house!" and house music was born.

I am, you see,
I am the creator, and this is my house!
And, in my house there is only house music. But, I am not so
selfish because once you enter my house it then becomes OUR house and
OUR house music!" And, you see, no one can own house because
house music is a universal language, spoken and understood by all.

You see, house is a feeling that no one can understand really unless
you’re deep into the vibe of house. House is an uncontrollable
desire to jack your body. And, as I told you before, this is
our house and our house music. And in every house, you
understand, there is a keeper. And, in this house, the keeper
is Jack. Now some of you who might wonder.

Who is Jack, and what is it that Jack does?

Jack is the one who gives you the power to jack your body!
Jack is the one who gives you the power to do the snake.
Jack is the one who gives you the key to the wiggly worm.
Jack is the one who learns you how to walk your body.
Jack is the one that can bring nations and nations of all
Jackers together under one house.

You may be black, you may be white; you may be Jew or Gentile.
It don’t make difference in our House.

And this is fresh!

 

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The Haka

 
Ka mate? Ka mate? Ka ora! Ka mate? Ka mate? Ka ora! Tenei te tangata puhuru huru Nana tei i tiki mai Whakawhiti te ra A upa..ne! A upa..ne! Aupane kaupane whiki te ra! Hi!!!*
 
  
 
*Io muoio? Io muoio? Io vivo! Io muoio? Io muoio? Io vivo! Questo è l’uomo dai lunghi capelli Che ha persuaso il Sole E l’ha convinto a splendere di nuovo Un passo in sù! Un passo in sù! Un passo sull’altro il sole splende! Hi!!!
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To get yourself high

 
Sabato 19 Luglio 2008
Love Italia Wave – Livorno
 
 
THE CHEMICAL BROTHERS
 
 
 
…sometimes i feel out of control…
 (stavolta non me li sono persi!)

 

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